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MAISER . MAILAB

Biella / Italia

IL PROGETTO
Il progetto di Atelier Bazzan risponde alla richiesta di MAISER Serramenti di uno showroom e centro di formazione MAILAB, per professionisti del settore delle costruzioni, con un focus sulla sostenibilità e posizionamento nella fascia alta di mercato. L'azienda, grazie alla sua decennale esperienza, necessitava di spazi più ampi e funzionali, invece di optare per nuove costruzioni anonime, si è scelto di recuperare un edificio storico dismesso a Biella, ai piedi del Piazzo, presso il Museo del Territorio. Questo edificio sorto nel 1919, originariamente sede della s.a. Editrice Biellese INDUSTRIA et LABOR e poi delle Arti Grafiche RAMELLA dagli anni '60 al 2002, era abbandonato da due decenni. L'intervento ha permesso di integrare nuove esigenze lavorative con un approccio responsabile verso il territorio. Le facciate sono state ripristinate nelle loro forme originali, creando un nuovo portico per l'accesso allo showroom rivolto verso il centro città e ripristinando gli accessi lungo via Gera. È stato recuperato anche un corpo basso in rovina e il cortile interno per ospitare eventi.

APPROCCIO E SCELTE PROGETTUALI
L'approccio progettuale ha distinto il "contenitore" (l'edificio storico, conservato) dal "contenuto" (gli spazi moderni e funzionali). Le tre aree principali, showroom, uffici e aula didattica, si sviluppano attorno a un "muro/mobile" funzionale in legno, che funge anche da dorsale impiantistica, garantendo la necessaria versatilità di utilizzo nel tempo. Il sistema impiantistico è gestito dall'alto verso il basso, distaccato dal soffitto originale. Schermi espositivi e volumi in vetro definiscono uffici e aula didattica, mantenendo la flessibilità dello spazio. Le scelte progettuali includono materiali e finiture nei toni naturali, trasparenze vetrate, illuminazione mirata e controllo acustico con trappole sonore integrate. Soluzioni avanzate per il trattamento dell'aria (sistemi VRF) e microcappotti a nanotecnologie garantiscono efficienza energetica e comfort. Un impianto fotovoltaico da 19 kW ottimizza i consumi. Il basso fabbricato in rovina è stato recuperato mantenendo la volumetria originaria e trasformandolo in una caffetteria a servizio esclusivo della sala corsi e dello showroom. Realizzato in carpenteria metallica con sistema dry-tech, rivestito con cladding metallico a passo variabile è stato verniciato a polveri con colore a campione derivato dalla palette aziendale. Una vetrata scorrevole di 8 metri connette la caffetteria con il cortile interno, pavimentato con gres ceramico flottante per garantire continuità spaziale tra interno ed esterno. Questo dialogo materico e cromatico tra i due volumi è stato un elemento chiave. Un aspetto distintivo del progetto è il mantenimento della memoria storica. Si è scelto così di riutilizzare elementi preesistenti differentemente destinati alla distruzione per trasformarli in nuovi oggetti d’uso. Valgano a titolo di esempio il banco reception della sala corsi il cui fronte è costituito da cassetti tipografici ed il front desk posto all’ingresso realizzato unendo due banconi tipografici. Il logo aziendale è stato ricreato a mosaico con caratteri tipografici originali in piombo. Stampe e oggetti documentaristici sono stati esposti o donati a Fondazioni locali.

CONSIDERAZIONI
Oltre a soddisfare le esigenze aziendali, l'intervento ha contribuito a rifunzionalizzare una porzione importante del tessuto urbano di Biella. L'attenta documentazione fotografica di Fabio Oggero ed il restauro ed esposizione di attrezzature della Tipografia Ramella ancora presenti nel fabbricato, hanno rafforzato l'obiettivo di preservare la memoria del luogo. Nel mese di ottobre 2025 questa realizzazione è stata insignita del premio +BellezzainValle 2025 giunto alla VI° edizione. Questo risultato non è solo un plauso formale, ma “costituisce la validazione dell'impatto positivo sul contesto pubblico generato da un'iniziativa privata che ha saputo interpretare con sensibilità e acume il proprio ruolo territoriale e sociale” cit. Nel Febbraio 2026 e stato selezionato e poi presentato ai “3° Stati Generali del Patrimonio Industriale - AIPAI “ presso il Politecnico di Bari e l’Università della Basilicata a Matera, e pubblicato negli Atti del Convegno per Gangemi Editore.